Masters 1000 Miami, vince Hurkacz 7-6 (4) 6-4, un peccato per Sinner, prima spreca, poi non gli riesce la rimonta, ma per lui solo applausi e il numero 22 in classifica ATP

Rimarrà comunque un momento storico per il Tennis italiano. Jannik Sinner sfiora l’impresa di vincere il primo Masters 1000 in carriera, a soli 19 anni. La finale contro il polacco Hubert Hurkacz, classe 97, numero 37 Atp, vive di alti e bassi. Jannik va subito sotto 0-3 poi recupera e serve per il set sul 6-5. Qui perde la battuta a zero e poi il tie-break per 7-4, forse condizionato dall’occasione mancata. Nel secondo Hurkacz vola addirittura 4-0 con due break, Sinner sembra crollare, ma come sempre reagisce e sfiora una clamorosa rimonta. Il tennista di San Candido recupera un servizio e per due volte si trova a un passo dal riagganciare l’avversario, che è bravo però a chiudere al primo match-point per 6-4 dopo 1h e 44′ di gioco.

https://www.atptour.com/en/video/video-search-results/hot-shot-hurkacz-has-all-the-answers-in-the-miami-2021-final

Hurkacz completa una settimana eccezionale che lo ha visto battere nell’ordine Shapovalov, Raonic, Tsitsipas e Rublev, un cammino davvero niente male. Sinner da parte sua, dopo la maratona con Kachanov, nelle sfide successive con Ruusuvuori e Bublik e poi nella semifinale vinta in rimonta con Bautista Agut ha dimostrato di essere cresciuto davvero tanto in un 2021 che lo sta lanciando verso grandi traguardi. Ora salirà al numero 22 della classifica, superato proprio da Hurcacz. Ma è numero 7 nella Race che porta i migliori 8 alle finali del Masters di Torino.

Rimarranno le emozioni della semifinale giocata contro Bautista Agut che ha lasciato negli occhi degli appassionati un Sinner devastante, emerso in modo eclatante in un ultimo game in cui lo spagnolo non ha visto palla, distrutto dai rovesci potenti e precisi del tennista di San Candido. Contro l’amico Hurkacz, con cui l’italiano si allena e spesso gioca il doppio, è mancato qualcosa, un pizzico di esperienza e qualche energia in più. Come dice il suo coach Piatti serviranno almeno 150 partite da professionista per giudicare la sua evoluzione come tennista, Sinner è appena a metà del suo cammino.

Avevamo pronosticato (e tifato) per un successo di Sinner in tre set (e oltre un’ora e mezza di gioco), ma decisivo è stato il primo in cui Jannik non ha sfruttato l’occasione di servire per chiuderlo. Sarebbe cambiato tutto. Un peccato, ma siamo certi che Sinner ne giocherà tante di partite di questo livello, speriamo anche sulla terra di Roma.

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